3D Studio Max: le caustiche con MentalRay

Le caustiche con MentalRay

Se nella vostra scena avete oggetti trasparenti o semi trasperenti e volete una resa migliore allora vi suggerisco di utilizzare le Caustiche. Il loro utilizzo è meno complicato di quanto sembri 😉

Cosa sono le Caustiche? Le caustiche sono il frutto dell’attraversamento della luce di volumi trasparenti quali vetro e acqua. La luce che attraversa un volume trasparente, durante l’attraversamento viene deviata, concentrata o dispersa dal materiale stesso e questo genera quelle che vengono chiamate Le Caustiche. Per capire bene quello di cui sto parlando basta appoggiare una bottiglia di plastiche piena di acqua su di tavolo di fronte a una finestra illuminata dall’esterno… ed ecco che le caustiche appaiono tutte intorno alla base della bottiglia.

L’attivazione delle caustiche per il rendering di una scene prevede 3 passaggi:

1) Attivazione delle caustiche sugli oggetti che devono generarle (non tutti, solo su quelli con materiali trasparenti o semitrasparenti;

2) attivazione delle caustiche sulle luci;

3) Attivazione delle caustiche sul pannello della Indirect Illumiation.

Configurati questi 3 passaggi tutto sarà pronto!

Proseguiamo:

Attivazione delle caustiche sugli oggetti che devono generarle

Continua…

3D Studio Max: creare un set per renderizzare oggetti con MentalRay

Spesso mi capita di dover spiegare ai miei alunni come creare una scena adatta per renderizzare oggetti utilizzando come motore di rendering MentalRay Ecco come:

Come base di partenza per questa piccola guida ho usato l’articolo del grande Jeff Patton intitolato “iray sample scenes”che trovate in inglese in questa pagina. Queste scene sono naturalmente creare per iRay ma nel nostro caso le ho prese come spunto e riadattare per mentalray.

Cominciamo.

Creare un set  per renderizzare oggetti con MentalRay

Creazione e montaggio del Set

Per prima cosa assicuratevi di impostare come motore di rendering MentalRay. Come unità di misura come sempre vi suggerisco i cm ma… a voi la scelta, anche i mm o metri vanno bene… cercherò di tenermi il + generico possibile riguardo all’unità usata….

Adesso dobbiamo creare un piccolo set in grado di “ambientare” il nostro oggetto: non necessitiamo di niente di complicato… esattamente come faremmo se volessimo fotografare un oggetto reale da mettere in un catalogo.

 

Come potete notare dall’esempio qui sotto, attraverso una vista laterale (nel mio caso la Leftt) creo una linea (Pannello Create > Shapes > Line) con forma ad L; per le proporzioni usate come riferimento l’esempio che vi lascio… non esagerate con le dimensioni ne in troppo poco ne in troppo… troppo, l’importante è che copra l’intero sfondo della telecamera al momento del rendering.

Con l’opzione fillet (Pannello Modify > Sub oggetto Vertex > Fra le opzione cliccate sul pulsante Fillet e poi cliccate e trascinate sul vertice che volete arrotondare) create una rotondità sull’angolo della L creata: questo ci servirà per rendere disomogeneo lo sfondo creando attraverso la luce effetti di sfumature…

Il filo in blu rappresenta il nostro oggetto-sfondo mentre l’oggetto da renderizzare è rappresentato dalle linee di colore arancione.

Opzioni Line > Vertex con il mouse puntato sull’opzione Fillet.

 

Creato il profilo dello sfondo adesso diamogli spessore con un modificatore Extrude… quanto basta a seconda delle nostre esigenze e della dimensione dell’oggetto da rappresentare.

 

Posizioniamo l’oggetto da renderizzare come più ci piace e inseriamo una telecamera nella posizione che desideriamo: per inserire la telecamera vi suggerisco di cercare l’angolatura che desiderate tenendovi sulla vista prospettiva e, quando l’avrete trovata premete ctrl+c per inserire automaticamente una telecamera che ritragga la vista scelta.

 

Assicuratevi che nella vista camera tutto lo sfondo sia ricoperto dal set che abbiamo creato… come nell’esempio qui sopra. Se così non fosse modificate il set creato.

 

Le Luci

Le luci nella scena dipendono veramente dall’oggetto che vogliamo renderizzare… o meglio dai materiali usati per l’oggetto… ma procediamo per gradi.

Ci sono diversi modi per illuminare questa scena: usare un bel Enviroment HDR, luci fotometriche e daylight… io prediligo il daylight, ma come detto prima, dipede dai materiali dell’oggetto stesso. Per ora indipendentemente dal materiale usato partiremo dall’inserimento di un daylight System.

1) Pannello Crea > Systems (gli ingranaggi) > Daylight

2) Inseriamo il compass (la rosa dei venti) con al centro il nostro oggetto e posizioniamo il sole ad un’altezza simile a quella di una lampada che deve illuminare l’oggetto; per fare questo vi suggerisco di passare l’opzione Position del Daylight da “Date, Time e Location” a “Manual”: questo vi permetterà di spostare il sole attraverso il gizmo (gli assi colorati) come se fosse un oggetto qualsiasi;

3) Rispondiamo si quando ci verrà chiesto di usare il sistema “mr Photographic exposure control” come Exposure control;

4) con l’oggetto daylight selezionato nella scena spostiamoci nel pannello modifica e impostiamo come Sunlight il nostro amato mrsun e come skylight mrsky: rispondiamo “Si” all’inserimento del “mr Physical sky”;

5) per non dimenticarcelo spegniamo subito la Sunlight e lo Skylight togliendo lo spunto da Active su tutti e due. Proprio così! li spegniamo tutte e due per il semplice motivo che non sarebbero adatti a illuminare la nostra scena: il sole fa una luce troppo gialla e così anche la luce prodotta dal cielo acceso non andrebbe bene. Quelle che ci interessano invece sono altre qualità del sistema daylight, cioè le riflessioni e il fatto che anche a sole e cielo spento il Daylight produce una sorta di luminosità di ambiente e addirittura di ombre che cambiano con la posizione del sole! Da sottolineare che le riflessioni cambiano a seconda di quanto posizionate il sole alto, appunto perché il mr Physical sky” usato come sfondo cambia il suo colore avvicinandosi a quello di alba e tramonto quando il sole si avvicina all’altezza 0 (Z);

 

Adesso un piccolo accorgimento per migliorare i riflessi:

6) Apriamo il pannello Enviroment (Menu Rendering > Enviroment) (Oppure premete semplicemente il tasto 8) per visualizzare davanti a noi i Common Parameters, immediatamente sotto troviamo la sezione Background e dentro questa sezione troviamo la Mappa usata come Enviroment map. Nel nostro caso, se abbiamo seguito tutte le istruzioni precedenti la mappa impostata sarà “(mr Physical Sky)”.

Organizziamo le finestre in modo da poter vedere sial il pannello dell’Enviroment sia l’Editor dei materiali e trasciniamo il “(mr Physical Sky)” dal pannello Enviroment alla “Lavagna” dell’Editor dei materiali. Adesso facciamo doppio click sulla “Testa” del materiale (mr Physical Sky) nell’Editor dei materiali e osserviamo a destra le opzioni del materiale mr Physical sky:

Impostiamo le opzioni come riportato nell’immagine qui sopra (cambiano solo le opzioni “Sun Disk Apparence”

 

Benissimo! Se stessimo usando il motore di rendering iRay e volessimo renderizzare un oggetto in porcellana la scena sarebbe già pronta!!! Ma noi usiamo MentalRay quindi proseguiamo!

Se proviamo a fare un rendering della scena nella situazione attuale noteremmo che tutti i colori tendono al blu e che la luminosità non è sufficiente.

Questo è un rendering eseguito nelle condizioni attuali con l’Exposure Control impostato con valore EV = 11 (Menu Rendering > Exposure Control > Exposure Value (EV)). Notate come la luminosità sia carente ma non i riflessi che sul vetro già fanno un discreto effetto. Non facciamo caso per ora agli artefatti e imperfezioni…

7) passiamo all’aggiunta di due luci fotometriche di tipo Target: Pannello Crea > Lights > Photometric > Target Light disponendole + o meno come riportato sull’immagine che segue: l’importante è che una sia + vicina dell’altra.

 

8) nelle opzioni delle luci attiviamo le ombre su ambe due e impostiamo come tipo di ombra la “Ray Traced Shadow”: questo tipo di ombra è molto netta confronto alla shadow map ma permette un miglior controllo dell’effetto e richiede meno risorse hardware;

9) Cambiamo per ambe due le luci l’Opzione “Emit Light from(Sahpe)” in Rectangle e portiamo la dimensione dei rettangoli a una grandezza ragionevole simile all’immagine sottostante. Cambiare l’opzione in “Rectangle” fa si che la luce proveniente dalla target non sia + puntiforme ma di forma rettangolare rendendo l’esposizione dell’oggetto alla luce + omogeneo… alla fine quello che stiamo facendo non è ne più ne meno che creare un set fotografico come quello che vediamo spesso nei film… 😉

Ed ecco le opzioni di una delle luci fotometriche inserite (ambe due + o – simili):

La parte delle opzioni che non si vede non è stata toccata.

10) A questo punto potremmo già azzardare un nuovo rendering ma il mio consiglio è quello di verificare intanto l’andamento del lavo attraverso la finestra “Exposure control” che poi è la stessa dell'”Enviroment” (Menu Rendering > Exposure Control o Enviroment) cliccate sul pulsante “Redering Preview”. Se ancora non avete dimestichezza con lo strumento Exposure control vi faccio notare che la cosa interessante sta proprio nel fatto che dopo aver eseguito il Rendering Preview posso vedere le differenze di esposizione direttamente nella piccola finestre mentre le cambio l’EV o cos’altro… se avete sistemato bene le luci con un valore EV pari a 11 dovreste ottenere gia un buon effetto ne troppo scuro ne troppo bruciato. In alternativa tornate sulla scena e modificate la posizione delle luci di conseguenza controllando di volta in volta con il Rendering Preview (che ogni volta che spostate una luce dovete rieseguire) se la situazione migliora o peggiora… 🙂

Ecco il rendering:

Come possiamo notare il nostra lavoro è decisamente migliorato e si trova a buon punto.

Luce indiretta (Indirect Illumination)

Passiamo a impostare le opzioni di indirect illumination cioè di luce indiretta per migliorare ulteriormente il nostro rendering:

Menu Rendering > Indirect Illumination. Il pannello indirect illumination fa parte del Rendering Setup e ci permette di gestire in modo più corretto il comportamento della luce nella nostra scena.

Ecco i passi che vi consiglio che potete eseguire direttamete dalla finestra del rendering:

11) Impostare il Final Gather Precision almeno su Low… meglio Medium ma provate prima con il vostro pc per vedere quanto si dilatano i tempi…

12) Per migliorare la qualità dell’immagini e diminuire gli artefatti impostate l”Image Precision (Antialiasing) su High: Min 1, Max 16.

L’immagine sopra contiene già l’ultimo rendering con tutte le impostazioni.

13) Come ultima cosa sistemate il valore EV dell’Exposure control a vostro piacimento. Per questo set seguo la seguente regola: il giusto EV dovrebbe essere 11 e se la scena dovesse risultare acora troppo scura allora vuol dire che le luci vanno avvicinate all’oggetto. In caso di necessità è possibile inserire un’altra Target fotometrica frontale… ma il risultato dovrebbe già essere buono senza… 🙂

Variante: Se non siete soddisfatti dei riflessi e della luce generata dal Daylight è possiibile in alternativa inserire una immagine HDR come Bitmap nell’Enviroment: per capirsi è sufficiente 1. eliminare il daylight, 2. portarsi nel pannello dell’Enviroment, cliccare sul pulsante dove appare il (mr Physical sky) scegliere una Bitmap e eselezionare la propria immagine HDR. P.S.: Se la vostra immagine HDR si presenta sferica non dimenticate di portarla nell’editor dei materiali e nelle opzioni impostarla come Environ e come Mapping: Spherical Environment.

IMPORTANTE: Se nella scena avete materiali trasparenti o semi-trasparenti come vetro o plastica, ecc… allora proseguite la lettura con:

Le Caustiche con MentalRay

3D Studio Max: creare un materiale con una parte trasparente

Come creare un materiale con una parte completamente trasparente in 3D Studio Max

Premesse:

– Per seguire questo tutorial è necessario avere una conoscenza di base riguardo alla creazione dei materiali in 3D studio Max in quanto diverse cose come dove trovare un materiale nell’editor o scegliere un materiale le darò per scontate… comunque se avete domande potete farmele nei commenti e appena possibile vi risponderò Smile

– questo è un tutorial base volto a mostrare come è possibile dare una trasparenza completa a una intera parte di un oggetto attraverso un materiale… userò come esempio un materiale foglia.

– Lavoro su 3D Studio MAX 2012 (e ve lo consiglio :P)

– Motore di rendering attivo: Mental Ray (Menu Rendering > Render Setup… > Scheda “Common” – Scorro fino in fondo alla scheda > Apro l’ultima sezione di questa scheda “Assign Renderer > Clicco sui “…” alla destra di “Production” > Scelgo Mental ray Render > Ok)

– utilizzerò il vecchio editor dei materiali perché sia familiare a tutti.

– il materiale che utilizzerò sarà di tipo Arch & Design

 

Cominciamo.

Prima di tutto per fare un materie foglia basilare (cioè un materiale con una parte completamente trasparente) ho bisogno di almeno 2 Mappe:

1) una per il Diffuse (la “faccia” del materiale):

2) una per la trasparenza (chiamata Canale Alpha o CutOut o Opacity a seconda del materiale):

Come si può notare la mappa di trasparenza corrisponde a una immagine in bianco e nero del diffuse (la prima immagine) in questo caso della foglia dove la parte opaca (non trasparente) è bianca e la parte trasparente è nera. Max userà quest’ultima immagine per trasformando il nero in parte invisibile.

Per le immagini ho preso quelle a disposizione di tutti su treddi.com nella sezione Downloads > “Textures e immagini HDRI” che ringrazio.

 

Adesso portiamoci sull’Editor dei materiali:

Per fare questo esempio utilizzeremo un materiale Arch & Design, che è un materiale mental ray facilmente configurabile e di ottima resa:

1) Apriamo l’Editor dei Materiali (M);

2) Selezioniamo uno slot vuoto (una sfera grigia);

3) Clicchiamo sul pulsante standard e si apre il Material/Map Browser (stella rossa nell’imagine sottostante);

 

4) Nel Material/Map Browser spostiamoci nella sezione Materials e facciamo doppio click su Arch & Design Material

 

Adesso impostiamo l’immagine della foglia come “faccia” del Materiale cioè come “Diffuse”. Per far questo dovremo impostare l’immagine come mappa del Diffuse:

5) Clicchiamo su quadratino a destra accanto al colore del diffuse nel materiale Arch & Dersign;

6) Si apre nuovamente il Material/Map Browser e nella sezione “Maps” > “Standard” > Facciamo doppio click su “Bitmap” (Bitmap ci permette di selezionare un’immagine nel nostro computer come mappa);

 

7) attraverso la finestra che si apre cercare e aprire la prima immagine della foglia;

A questo punto il nostro lavoro è quasi giunto al termine… qui sotto trovate un rendering del materiale a questo punto applicato a un semplice plane un po modificato per l’occasione… ma non è indispensabile….

 

…non ci resta che impostare la seconda immagine come “Cutout” del materiale:

8) portiamoci un pò più in basso nelle opzioni del materiale Arch & Design fino alla sezione “Special Purpose Maps” > Clicchiamo sul “None” alla destra del “Cutout” e ripetiamo il passaggio numero 8 per aprire questa volta la seconda immagine;

 

Ed ecco il rendering del materiale pronto:

 

 

 

Buon divertimento!!!

IMPORTANTE:

Se desiderate veramente fare delle foglie ottime vi consiglio, dopo aver seguito questo semplice tutorial di seguire la guida del grande Jeff Patton che trovate in inglese a questo indirizzo: Rendering leaves with Mental Ray

 

 

Gli Stili di Autocad: gli Stili di Testo

Gli Stili di Testo in Autocad

Gli Stili di Testo in Autocad sono come dei pacchetti pronti di proprietà del testo.

La gestione degli stili di testo in Autodesk Autocad 2011 avviene o attraverso il gruppo Annotazione nella scheda “Inizio”, cliccando direttamente proprio sulla scritta “Annotazione” oppure dalla scheda “Annota” del Ribbon. Naturalmente la prima rappresenta la strada + veloce:

 

 

 

Nell’immagine qui sopra notiamo 4 righe sotto al pulsante “Tabella” nella sezione Annotazione, ognuna di queste righe corrisponde a un tipo di stile diverso: 1. Stili di testo, 2: Stili di Quote, 3. Stili di Multidirettrice e 4. Stile di Tabella.

In ognuna di queste righe troviamo un pulsantino sulla sinistra e un menu a discesa accanto a destra.

I pulsantini servono per gestire e modificare gli stili  , mentre i menu a discesa accanto servono per scegliere lo stile desiderato e poterlo usare

.

 

Come si crea un nuovo Stile di Testo

1) Nella scheda Inizio > gruppo Annotazione > clicchiamo sulla scritta “Annotazione” e dal menu che si apre clicchiamo sul pulsantino Stili di Testo (esattamente il percorso scritto fino ad ora);

2) Si apre la finestra Stile di Testo;

 

 

In questa finestra: sulla sinistra sono elencati gli stili esistenti (nel mio caso Annotativa, Prova e Standard) mentre la parte centrale e quella destra sono dedicate alle caratteristiche dello stile selezionato. Nonostante le caratteristiche sembrino molte quelle che in realtà si usano maggiormente sono il gruppo Font e il gruppo Dimensione.

3) Sulla destra clicco il pulsante Nuovo e quindi assegno un nome al mio stile (Es. Prova) e premo OK per confermare;

4) adesso con il mio nuovo stile selezionato (Prova), come nell’immagine qui sopra, posso modificare le caratteristiche del testo come più preferisco: Nome del font, Stile del font e Altezza che rappresenta la dimensione del testo. Non dimenticatevi che quest’ultima è espressa nell’unità di misura usata. Visto che sul modello si disegna sempre in scala 1:1 allora non meravigliatevi se l’altezza necessaria del testo si rivela particolarmente elevata;

5) Finito di personalizzare lo Stile posso decidere di crearne un altro oppure confermare il tutto con “Applica” e quindi “Chiudi”.

 

Applicare uno stile ad un testo

Ci sono principalmente 2 modi per applicare uno stile di testo ad un testo:

1) Si seleziona lo stile di testo come visto precedentemente nell’immagine che vi ripropongo qui sotto quindi si prende il comando Testo riga singola o Testo Multilinea e si crea il testo desiderato;

 

.

2) Si seleziona il testo o i testi già creati, quindi selezioniamo lo Stile di testo desiderato come nell’immagine qui sopra; in questo modo lo stile viene applicato a un testo dopo la sua creazione.

 

Modificare uno Stile di Testo esistente

Modificare uno Stile di Testo esistente è molto semplice:

1) Si compie lo stesso percorso seguito nel punto 1 per Creare un nuovo Stile di Testo;

2) Appare la finestra Stile di Testo che vi ripropongo qui sotto e nella sinistra di questa finestra selezioniamo, cliccandoci sopra una volta con il pulsante sinistro del mouse, lo stile che desideriamo modificare;

 

3) modifichiamo la o le caratteristiche che desideriamo cambiare come Nome del Font, Stile del font, Altezza, Effetti, ecc…;

4) Confermiamo le modifiche cliccando su Applica in basso e poi su Chiudi;

 

IMPORTANTE

Ecco alcune cose da tener presente con l’utilizzo degli Stili di Testo:

  • Quando si modifica uno Stile di Testo si suppone che i testi a cui lo stesso stile è stato applicato automaticamente cambino con le nuove caratteristiche. Questo è vero ma solo in parte! Infatti mentre quasi tutte le modifiche si riscontrano automaticamente, per quella più importante, cioè l'”Altezza” il programma ci obbliga a RI-APPLICARE lo stile al testo stesso… ovvero selezioniamo i testi con quello stile, RI-andiamo dentro al gruppo Annotazione, RI-clicchiamo su “Annotazione”, clicchiamo sul menu a discesa in corrispondenza degli Stili di testo e RI-scelgliamo lo stile che già avevano (che cavolata!!!): adesso tutte le modifiche fatte allo stile saranno visibile sul testo, anche la nuova Altezza!
  • Uno Stile di Testo è legato al documento in cui lo si è creato, non ad Autocad stesso, quindi se desideriamo avere uno stile di testo già creato in precedenza ed usarlo in un altro disegno necessitiamo del DesignCenter per trasportarlo dal primo al secondo.

Ecco qui!

Fatemi sapere se vi torna tutto e mi raccomando perdete 1 minuto a commentare!!! Smile

 

3D Studio Max: disporre dei mattoni lungo un percorso utilizzando lo Spacing Tool

Spacing tool è uno strumento di 3D Studio Max molto utile per allineare e distribuire oggetti tridimensionali lungo percorsi bidimensionali.

Dove si trova lo Spacing Tool?

Attualmente lavoro su 3D Studio Max 2012 e ci sono 3 modi per raggiungere questo strumento:

1) Menu Tools > Align > Spacing tool;

2) Menu contestuale in un punto vuoto alla sulla destra della Barra degli strumenti principale > Extras. In questo modo apparirà la barra degli strumenti Extras in cui è presente lo strumento Spacing Tool sotto forma di un pulsante con un righello giallo con 3 pallini sotto (come nella figura sottostante);


3) usando la combinazione da tastiera SHIFT + I.


Visto come attivare il comando adesso procediamo per gradi:


1) per prima partendo dalla vista Front disegniamo il percorso; nel nostro caso si tratta di un arco che possiamo indifferentemente decidere di realizzare con il comando Line o con il comando Arc.

Adesso procediamo con la creazione del mattone usando il metodo che più preferiamo: Rectangle con abbinato un Modifier Extrude oppure direttamente un box. Quello che è importa è che nel caso in cui il mattone non dovesse disporsi nel modo giusto lungo il percorso dobbiamo essere pronti a invertire le 3 misure del mattone fino a raggiungere la direzione desiderata. Nel mio caso ho creato un rettangolo nella vista Front assegnando le misure Length 25 cm e Width 5,5 cm, quindi o assegnato al Modifier Extrude la misura mancante di 12 cm.

NB: invertire le misure del mattone è un suggerimento utile e non troppo brigoso adatto a questo esempio ma sicuramente non adatto nel caso in cui utilizzi lo Spacing tool per disporre lampioni o bicchieri lungo un percorso. La posizione che l’oggetto assume lungo il percorso dipende per la maggior parte dal Pivot dell’oggetto stesso quindi in caso di necessità dobbiamo essere pronti a ruotare lo stesso Pivot!


Fate clic sull’immagine per ingrandirla


2) Selezioniamo il mattone (cioè l’oggetto che deve disporsi e moltiplicarsi) e attiviamo il comando Spacing Tool con uno dei tre metodi visti precedentemente (vedi figura qui sopra);

3) appare la finestra dello Spacing Tool, attiviamo il pulsante “Pick Path” e andiamo a cliccare una volta sul percorso (l’arco). A questo punto dovremo già notare alcune copie del nostro mattone disposte lungo il percorso;



4) Nella sezione Context attiviamo l’opzione “Follow” per far si che il lato del mattone che coincide con il percorso si disponga in modo tangente ad esso… per capirsi… per far si che il mattone moltiplicandosi si giri seguendo il percorso;



5) modifichiamo il valore di “Count” per aumentare o diminuire le copie del mattone lungo il percorso;



Ecco il risultato finale:


Alcune IMPORTANTI PRECISAZIONI:

– al centro della finestra dello Spacing tool c’è un menù che modifica la distribuzione dell’oggetto lungo il percorso stesso. Solitamente l’opzione predefinita va benissimo (Divide Evenly, Objects at Ends) ma lascio a voi fare le prove del caso;

– nella sezione Context, dove è presente anche il “Follow” possiamo scegliere Edges o Centers: queste due opzioni determino se la distanza dagli oggetti dove essere calcolata dal loro centro o dal loro lato;

– nella sezione “Type of Object” possiamo scegliere tra Copy, Instance o Reference. Di predefinito troviamo Instance… lascio a voi la scelta, ricordandovi che l’Instance mi permette modificando un oggetto di modificarli tutti il che nella maggior parte dei casi, non in tutti, potrebbe tornare molto utile;

– nella sezione Parameters, dove troviamo il sopra citato “Count” sono presenti anche l’opzione “Spacing”, “Start Offset” e “End Offset”: “Count” mi permette di indicare la quantità di oggetti che voglio e il sistema li dispone automaticamente per la lunghezza del percorso; con “Spacing” posso indicare una distanza precisa fra gli oggetti (anche disattivando il “Conunt”: in tal caso sarà il programma a determinare quante volte l’oggetto dovrà essere moltiplicato); con “Start e End Offset” posso determinare uno spazio da lasciar voto all’inizio o alla fine del percorso…

Commentate e buon divertimento!!! Smile

Windows: Rimuovere un programma nel modo corretto dal computer – Disinstallare un’applicazione da Windows

Per questo Post utilizzerò come esempio Windows Vista di cui dispongo in questo momento ma vi dico subito che la guida funziona anche con Windows XP e con Windows 7 con qualche piccola differenza di nomi che vi indicherò fra parentesi.

 

Togliere un programma nel modo corretto da computer – Disinstallare una applicazione da Windows

La prima cosa che dovete tener presente è che tolto un programma dal vostro computer l’unico modo per rimetterlo è quello di possedere il cd o il dvd con cui era stato istallato oppure quando possibile, di riscaricarselo da internet. Per questo motivo togliete, disinstallate un programma solo se siete sicuri che non esso non sia necessario a voi o al vostro computer (es.: un gioco non è indispensabile!).

Detto questo procediamo!

Per togliere un programma dal computer non è sufficiente cancellarlo dal pulsante Start o dalla scrivania (Desktop).

I passaggi da seguire sono i seguenti:

1) Aprire il Pulsante Start > e nella colonna di destra cliccare su ” Pannello di controllo” (se avete Windows XP e ancora tenete il pulsante Start in versione a una sola colonna per prima cosa modernizzatevi (!) secondo troverete il Pannello di controllo dentro Impostazioni;

 

2) Nel Pannello di controllo se troverete molte scritte cercate la voce “Disinstalla un programma” oppure se appaiono tante iconcine fare doppio clic con il pulsante sinistro sull’icona “Programmi e Funzionalità” (Windows XP: “Installazione applicazioni”)


oppure

 

 

3) dopo aver cliccato su una delle due voci descritte nel punto 2 vi troverete davanti a una finestra che vi elenca tutti i programmi istallati nel vostro computer:

 

In Wondows XP questa finestra è leggermente diversa ma non in modo significativo… quello che c’è è che mette veramente molto tempo a caricarsi… quindi armatevi di pazienza e aspettate che l’elenco dei programmi appaia.

4) Quando vi troverete di fronte all’elenco dei programmi cercate e cliccate una volta sulla riga del programma e quindi premete nella parte sopra della finestra il pulsante “Disinstalla”;

5) Quando richiesto confermate che volete Disinstallare e lasciate il computer terminare le sue operazioni di pulizia;

6) Dopo aver disinstallato un programma è buona regola riavviare il computer prima di continuare a usarlo.


Facebook – Vantaggi nell’organizzare gli amici in liste: decidere da chi farsi vedere Online nella Chat di Facebook

Dopo aver suddiviso i nostri amici in Liste, come abbiamo visto in questo POST ecco altri vantaggi!!!

 

La Chat di Facebook: Come apparire online per alcuni e offline per altri.

 

Quando avremo suddiviso gli amici in liste la nostra Chat ci apparirà in questo modo:

 

Le scritte in grigio rappresentano le nostre liste e gli amici online ci appariranno sotto il nome della relativa lista a cui appartengono!

In questo modo visivamente tutto risulta più immediato e comprensibile. Ad esempio a me succede spesso di dover comunicare con persone di liste specifiche e in questo modo posso velocemente vedere se qualcuno di un gruppo è online oppure no.

Come apparire online per alcuni e offline per altri?

Semplice! Se ci fate caso ad ogni gruppo corrisponde una specie di interruttore verde sulla destra del suo nome.

Andando sopra a questa levetta mi appare un fumetto che mi avverte che se clicco le persone appartenenti a quella lista non mi vedranno collegato: “Passa Offline”.


Per le liste che mi vedono Online l’interruttore sarà verde, per quelle Offline l’interruttore sarà grigio. Per rimettere una lista Online si ri-preme l’interruttore che a sua volta diventerà nuovamente verde. Semplice no? Smile

 

Suggerimento: se create una lista amici chiamata… non so… tipo “Limbo” o “Purgatorio” (!) potrete assegnare a questa lista le persone da cui non volete farvi vedere Online.

Da notare: se il vostro ragazzo o la vostra ragazza si trovano nella lista “Purgatorio” credetemi… non è un buon segno!!!  Wink.

 

Importante

Quando in questo Post vi ho suggerito di non assegnare troppe liste ad una persona l’ho scritto in previsione di questa funzione.

Un amico di Facebook inserito in 2 liste continuerà a vedermi Online anche se una delle liste a cui appartiene sarà impostata Offline.

Perché lui/lei mi veda Offline devo aver disabilitato tutte le liste a cui appartiene nella Chat.

Scusate le ripetizioni ma così tutto è più chiaro Wink, giusto?

 

 

Bene! Anche se il più importante è stato detto ecco alcuni altri particolari che potrebbero tornarvi utili:

 

Come nascondere alcune liste dalla colonna della Chat

Nella parte alta della colonna della Chat troverete il pulsante “Liste di amici”.

Di predefinito tutte le liste sono visibili. Cliccando sul nome di una lista la disabiliterete e di conseguenza la lista e tutti suoi appartenenti non appariranno nella colonna del Chat.

Fate nuovamente la stessa operazione per riattivare la lista (quelle disattivate non hanno più lo spunto a “v” accanto al nome).


 

Cambiare l’ordine delle Liste di amici nella Chat

Quest’ultimo particolare vi permette di mettere in cima alla colonna della Chat le liste che più usate in modo da averle sempre sott’occhio non appena la aprite.

Nella parte alta della colonna della Chat cliccate su “Opzioni” e poi su “Riordina le liste”.


Nella finestra che vi trovate davanti trascinate i nomi delle liste in modo da ordinarle a piacimento.

Quando avete finito cliccate il bel pulsantone blu “Riordinamento completato” che trovate in alto nella colonna.

 

 

Fatto!

Buon divertimento e mi raccomando commentate per farmi sapere se vi torna tutto Wink.

Ciao,

Lorenzo

Facebook – Vantaggi nell’organizzare gli amici in liste: Filtrare le informazioni che desidero vedere sulla bacheca in base a una lista

Dopo aver suddiviso i nostri amici in Liste, come abbiamo visto in questo POST ecco il primo dei vantaggi!!!


Filtrare le informazioni che desidero vedere sulla bacheca in base a una lista

Se ho organizzato i miei amici in liste, la prima cosa a cui a oggni non riesco a rinunciare per la sua praticità e poter vedere le informazioni sulla bacheca filtrate a seconda della lista che desidero! Nel senso che se scelgo una lista la bacheca mi mostrerà solo i post delle parsone appartenenti alla lista scelta invece di doverli cercare in mezzo ai magliaia di un solo giorno….

Farlo è molto semplice:

Quando siete davanti alla vostra Home con la bacheca e tutti i suoi post recatevi con il mouse nella parte alta:



Se le “Notizie più popolari” è in grassetto, vuol dire che state vedendo i post più “famosi” delle ultime ore quindi la prima cosa da fare è cliccare su “Più recenti”.

Adesso sarà “Più recenti” ad essere in grassetto e accanto a questa scritta apparirà una piccola freccetta a punta in giù proprio come nell’immagine qui sotto:



Benissimo! Basta cliccare di nuovo su “Più recenti” e il gioco è fatto: apparirà un elenco delle nostre liste e cliccando su una delle voci la bacheca mi mostrerà solo i post corrispondenti alle persone che ne fanno parte!



Adesso finalmente potete apprezzare tutti e solo gli aggiornamenti e i post che vi interessano ogni giorno. Buon divertimento!!! Cool

Facebook – Organizzare gli Amici: l’importanza di suddividere gli amici in liste

Recentemente, come Lorenzo Cristofori ho raggiunto quota 500 amici e mai come ora sono felice di aver speso da subito un po di tempo per l’organizzazione degli amici assegnando quasi sempre a ogni nuovo amico la giusta lista. Arrivate in fondo a questo post, leggete i prossimi e anche voi potrete capirete perché. Wink


In questo post vedremo come assegnare gli amici ad una lista.

Nei prossimi post impareremo invece i seguenti vantaggi di dividere gli amici in liste:

filtrare la bacheca per vedere solo i post degli appartenenti a una lista, poter decidere di farsi vedere online da tutti tranne che dagli appartenenti a una lista; autorizzare solo gli appartenenti a una lista a vedere un post, una foto o un intero album; filtrare gli amici in base a una lista per invitare solo loro a un evento… ecc… ecc…


Per prima cosa vediamo come assegnare una lista agli amici.


Ci sono 2 modi per assegnare un amico ad una lista:

1) nel momento in cui richiediamo o accettiamo una amicizia (proprio all’interno della finestra di conferma);

2) intervenendo tramite il “Modifica amici” presente in account.


Assegnare un amico ad una lista nel momento in cui richiediamo o accettiamo una amicizia.



Qui sopra trovate un esempio di richiesta amicizia. Osservatela bene. Come potete notare nel mio caso ho già diverse liste a cui assegnare gli eventuali nuovi amici.

Quando accettiamo un nuovo amico possiamo scegliere di:

  • assegnargli una o più liste già esistenti (si possono assegnare illimitate liste a un amico ma non vi consiglio di esagerare… al massimo una 2… poi capirete perchè ;);
  • creare una nuova lista cliccando direttamente sul fondo nella casella “Crea Lista”.

Quale metodo usiamo non ha importanza. Le nuove liste dal momento della creazione saranno presenti in mezzo alle altre.

 

Modificare le persone che sono già amiche assegnando o modificando la lista amici a cui appartengono.

nel caso sia la prima volta che sentiamo parlare di “Liste amici” nessuna paura, esiste il modo di modificare in modo semplice l’appartenenza o no di un amico ad una lista.

 

  1. Nella vostra pagina cliccate in alto a destra sulla voce “Account”, quindi nel menù che si apre scegliete la voce “Modifica amici” e vi apparirà la seguente schermata:

  2. Aspettate che la pagina sia completamente carica e adesso, passando sulla riga di ogni contatto vi accorgerete che apparirà il pulsante “Modifica lista proprio come sulla schermata qui sopra;
  3. Cliccate su “Modica lista” e assegnate una lista esistente o createne una nuova.

Benissimo! Se non lo avete mai fatto prima questa operazione sarà quella che vi costerà un pò più di tempo ma nei prossimi post capirete perché ne vale veramente la pena!!!

 

I Vantaggi sono veramente tantissimi e nei li vedremo in dettaglio!!! Cominciate con il prossimo post!!!

 

Gli Stili di Autocad

Questo è il mio primo articolo dedicato a Autodesk Autocad. Molte delle persone che si presentano ai miei corsi di Autocad arrivano già con qualche conoscenza di questo strumento magari dovuta ad anni di esperienza nel campo e nell’utilizzo, persone che hanno imparato a utilizzare questo eccezionale programma di disegno su computer (CAD) in modo empirico nel lavoro di ogni giorno. A tutte queste persone dico “Scordatevi tutto”. Non fraintendetemi! Apprezzo e ammiro il vostro sforzo ma per imparare veramente a usare questo programma bisogna capire prima di tutto che Autocad rappresenta un metodo di creazione del disegno; metodo che se imparato e usato in modo corretto e preciso vi aiuterà a risparmiare un sacco di tempo per disegnare e a ottenere degli ottimi risultati aprezzabili di voi e dai vostri clienti.

I tutorial che seguiranno qui sotto trattano uno dei più importanti argomenti di automazione del lavoro in Autocad: Gli Stili.

 

Gli Stili di Autocad servono principalemtne per risparmiare tempo. Ogni volta che penso agli stili mi viene subito in mente la parola “Produzione in serie” e proseguendo nella lettura capirete perchè.


Procediamo per gradi.

 

Alcune tra le principali caratteristiche degli stili sono:

  1. Appartengono al File in cui vengono creati, esattamente come i Blocchi, quindi se creiamo uno stile questo lo ritroveremo ogni volta che apriremo il documento in cui lo abbiamo creato ma non negli altri;
  2. Possiamo trasportare uno stile da un documento a un altro usando lo strumento DesignCenter;
  3. Gli stili possono essere memorizzati all’interno di un Modello di Autocad (*.dot) e di conseguenza visto che i documenti di autocad sono “fotocopie” di modelli, ogni documento creato sulla base di tale modello avrà a disposizione gli stili come se fosse l’originale;
  4. Quando nel disegno abbiniamo uno stile a più oggetti, cambiare le carateristiche dello stile vuol dire vedere autoaticamente queste caratteristiche apparire su tutti gli oggetti a cui lo stile è stato assegnanto (questa proprietà è quella che risparmiare un sacco di tempo!). Naturalmente se nel mio disegno ho solo 2 oggetti a cui assegnare lo stile questo vantaggio non sarà molto percepibile ma se gli oggetti diventano 20 o 30, come di solito succede, allora il tempo risparmiato sarà subito evidente;

 

I tipi di Stili più comuni che possiamo creare e trovare in Autocad sono (cliccate sui tipi di Stile per approfondire l’argomento):


  1. Stili di Testo;

  2. Stili di Quote;

  3. Stili di Tabella;

  4. Stili di Stampa.

 

Piano piano li vedremo tutti Smile